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Prima pagina 9-19Croce elegante?

Durante i primi secoli cristiani, l'immagine della croce non appare molto di frequente. Il fatto è che molti avevano ancora negli occhi la scena orribile di coloro che venivano condannati alla morte per crocifissione, la loro agonia straziante, avevano ancora nelle orecchie le urla dei suppliziati. Soltanto a poco a poco si affermò nell'arte sacra l'immagine del Crocifisso. E col passare del tempo, ci furono anche delle deviazioni che ci regalarono dei Crocifissi "troppo belli", delicati, dolci, poetici, raffi nati. Abbandoniamo l'arte e veniamo alla nostra vita. Una convinzione s'impone: non esiste una croce elegante. Una croce "elegante" non è più una croce ma un ninnolo. Chi si illude di soffrire in bellezza, non soffre. Fa la ruota. Che è una cosa sconveniente, in modo particolare sul Calvario. Inserisci nel tuo taccuino delle tentazioni più pericolose, contro cui devi stare in guardia, anche questa. La tentazione della croce elegante.

Essenziale e superfluo...

Il superfluo è esattamente la zona della vita dove passiamo la maggior parte del nostro tempo e per la quale occupiamo le nostre migliori energie e risorse. Il superfluo, tutto ciò che è periferico a quel che davvero conta, tutto quello che è laterale alla tremenda serietà della vita, questo davvero ci appassiona e ci trascina. Certo, il superfluo non è un male, fa parte della vita; ma è come la terra che gira intorno al sole, non è il centro e il fondamento dell'esistenza. È un di più che lo stesso Signore ha miracolosamente moltiplicato. Ma porre il superfluo come centro della vita è rovesciare la verità delle cose in menzogna, scambiare il frutto per l'albero, il Creatore con la creatura. E il rischio che corriamo un po' tutti con l'avvicendarsi anno dopo anno del periodo quaresimale. E così può nascere l'idea che il mistero pasquale sia un'idea, una trovata. la fede cristiana è la fede in qualcosa di storico, non in un sistema di idee. Questo vuol dire anche convertirsi, voltarsi. Chi soni i fratelli destinatari dell'annuncio pasquale? Sono coloro che, come Maddalena, hanno già creduto, ma la loro fede deve crescere ancora. Non si tratta di un'ascensione fisica, ma del modo di esistere del Cristo, che comporta quel rapporto di presenza-assenza che ci viene narrato dai Vangeli e che Giovanni sintetizza in quel lungo discorso dopo la cena quando il Signore dice: "è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paraclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.... Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà" [Gv 16,7.14]. Considerarsi essenziali, e perché no come ospiti dell'umano che è in noi – ospiti e non padroni - può aiutarci ad avere cura di questo tempo fruttuoso, e far crescere quell'umano che è in noi e negli altri; ci fa rifiutare quell'indifferenza che chiude la porta alla compassione; è questa sola che può indurci a comprometterci con l'altro nel suo bisogno e divenire essenziali, per noi stessi e per la comunità.

Diocesi di Carpi

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