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Encomio LevrattiMai dimenticare la gratitudine per chi ci ha voluto bene

L'assistente nazionale dell'Agesci, padre Roberto Del Riccio ha presieduto la messa nel trigesimo della dipartita di don Nino Levratti che ha ricevuto l'encomio alla memoria per la diffusione dello scautismo

Un lungo applauso ha accolto l'annuncio dell'encomio alla memoria per don Nino Levratti, firmato dal Capo Scout e dalla Capo Guida d'Italia a nome dell'Agesci nazionale. A consegnare questa prestigiosa onorificenza, destinata a chi si è reso protagonista di grandi meriti nella diffusione dello scautismo, ai responsabili del Gruppo Scout Carpi 1, Maddalena Medici e Gabriele Po, è stato padre Roberto Del Ricco, l'assistente generale dell'Agesci che ha presieduto in Cattedrale domenica 3 marzo, la messa di suffragio nel trigesimo della morte di don Nino, concelebrata con don Antonio Dotti, assistente scout della Zona di Carpi e don Andrey Wiska, assistente del Carpi 1, don William Ballerini, don Aleardo Mantovani e don Marino Mazzoli. A distanza di un mese dalla dipartita ancora una volta c'è stata la possibilità di esprimere la gratitudine al Signore per la vita di don Nino e per i doni che l'incontro con lui ha generato nella vita di tanti ragazzi e ragazze. E' proprio sul tema della gratitudine e della capacità di riconoscere chi veramente ci ha amato che si è sviluppata la riflessione di padre Del Riccio, che pur non avendo conosciuto di persona don Nino, ha voluto far riflettere tutti, gli scout di ieri e di oggi, sui frutti che la sua passione di sacerdote-scout ha prodotto. "Riconosciamo le persone che ci vogliono bene – ha affermato Del Riccio – dal tempo che ci dedicano per ascoltarci, per accompagnarci nei vari passaggi della vita, così possiamo dire di avere incontrato delle persone buone perché 'non c'è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che facci frutti buoni'. Così è stato don Nino sia per chi lo ha avuto come compagno di strada ma anche per chi oggi, come in una staffetta ha continuato a seguire l'avventura scout proponendola ai più piccoli". Prima della recita del Padre nostro l'assemblea ha vissuto un momento di forte intensità spirituale, invitando a tenersi tutti per mano, un segno che anche don Nino aveva introdotto nella messa festiva delle 9.30, padre Del Riccio ha ricordato un passo del testamento spirituale dove nell'affidarsi alla comunione dei Santi, don Nino assicura che "possiamo continuare a volerci bene. Ad aiutarci, a pregare, a vivere gli uni per gli altri. Conto molto su preghiere di suffragio. Ne avrò tanto bisogno". Con questa certezza di una comunione che non ha fine, di un cuore che spiritualmente pulsa ancora accanto a chi ne fa memoria, il ricordo di don Nino continua a vivere nei volti sereni e gioiosi dei fanciulli, dei ragazzi e dei giovani che con il fazzolettone al collo hanno raccolto il testimone della proposta scout, per percorrere una strada di felicità.

Diocesi di Carpi

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