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Domenica 31 marzo 2019Domande
Romano Guardini, il filosofo-teologo tedesco di origine italiana, già segnato dalla malattia che lo avrebbe condotto alla morte, confidava a un amico che nel giorno del giudizio finale egli non si sarebbe solo lasciato interrogare da Dio, ma avrebbe a sua volta posto a Dio delle domande, e manifestava la sua speranza di riuscire finalmente a conoscere la verità. "Perché la sofferenza degli innocenti? Perché il dolore?". Quante volte, si affaccia anche nell'animo di tanti nostri credenti e cercatori di Dio il dubbio che il Dio ebraicocristiano sia uno che rinfaccia le responsabilità e punisce di conseguenza! Per placarlo occorre allora soffrire, accettare il dolore, sopportare il male fisico e morale. Di fatto con la scusa di non affrontare la questione fondamentale dell'uomo di dare un senso alla propria vita anche attraverso la comprensione di un Dio come il nostro, si vaga nel vuoto. Il vuoto riguarda quattro dimensioni del vivere cristiano: quella del pensare: c'è una grande sterilità nelle idee, si fa fatica a pensare e di conseguenza si fanno discorsi senza senso; quello dell'agire: si stenta sempre più a portare a compimento progetti significativi, si vive alla giornata, sprecando energie nel mantenere lo status quo, nel difendere il presente; quella dell'amare: si sprecano gli affetti per le cose da nulla, effimere e superficiali e non ci si impegna ad accogliere l'altro; quella del linguaggio: parole, parole, parole...nella Chiesa, nella politica, sui giornali, tra le persone. Il rischio sempre più evidente è quello di congedarsi dalla storia viva dell'umanità, senza dare un senso compiuto e nella sterilità del vivacchiare e non del vivere.

Diocesi di Carpi

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