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Fiducia
Prima pagina 20-2019Si avvicina la fine dell'anno scolastico e si inizia a riparlare dei tanti conflitti aperti e nascosti tra famiglia e insegnanti. È una strana situazione che si trascina da decine di anni: gli insegnanti dicono che, alla fine, sono più difficili le famiglie che gli alunni. E questo sta succedendo dall'asilo nido alla scuola superiore. Anticamente l'insegnante di ogni grado era una autorità intoccabile e forse ci sono stati anche abusi di potere dalle cattedre. Ma da alcuni anni, sembra cambiato il vento: i genitori vivono un senso, forse esagerato, di protezione sui figli fin dentro le aule scolastiche. Le critiche feroci sugli insegnanti, gli scontri, i conflitti sull'insegnamento e sui metodi, la quantità di compiti, la messa in discussione delle qualità professionali. Forse oggi i genitori non sono più quelli degli anni '70 o '80 che erano "impreparati" nel senso di aver fatto soltanto qualche scuola professionale. Oggi la maggior parte dei genitori ha terminato con successo gli studi con un diploma o con una laurea e, quindi, si sente il diritto di avere un confronto culturale diretto con l'insegnante dei figli. C'è però il fatto che il genitore ha una debolezza genitoriale nei riguardi delle proprie creature e che quindi è portato a "giocare in difesa" del figlio e credere, quasi sempre, che la ragione stia dalla propria parte. Tutto questo genera una situazione di giudizio e di sfiducia che si riflette poi nell'animo dei bambini e degli adolescenti: si parla troppo spesso degli insegnanti e si dà troppa ragione alle lamentele dei figli. Eppure un'alleanza è possibile. Ci vorrebbe da entrambe le parti corpo docente e famiglie, quasi una "amicalità educativa" che permetta di confrontarsi sulle migliori scelte per il proprio figlio. Serve un'iniezione di fiducia. Per avere fiducia bisogna essere intelligenti, disponibili, parlare e stare in silenzio, essere protagonisti e sapersi mettere da parte, ci vuole l'amore che è il fondamento di ogni relazione e di ogni ruolo educativo. Genitori e scuola possono e devono collaborare perché hanno un unico scopo: costruire la migliore persona nei propri figli e la loro più duratura felicità.

Diocesi di Carpi

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