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21-19 Prima paginaAscendere

Un tempo c'era ed esisteva una società intera portata in braccio da una Chiesa assai influente. Quel fenomeno si chiamava "cristianità", con i suoi aspetti buoni, ma anche con i suoi aspetti deleteri e assoluti. Allora erano i non credenti a essere considerati come individui anormali. E dovevano fornire le prove della loro "non-credenza". Quando ci si trovava di fronte a un non credente, si cercava di accertare le cause e le responsabilità di quell'atteggiamento "singolare", fuori dalla norma. In un territorio di "cristianità", era l'ateo che doveva presentare i documenti di riconoscimento, tanto destava sospetti. Oggi, la situazione si è capovolta. E' il credente che deve giustificarsi. Che è obbligato a spiegarsi. La fede, infatti è diventata "anormale". Direi di più. Una volta ci si affannava a esibire le prove dell'esistenza di Dio. Oggi è legittimo domandarsi: esiste il cristiano? Dunque. Siamo in grado di portare le prove della nostra esistenza? Se Dio ascende in cielo, se scompare all'orizzonte, tocca ai "suoi" assicurare la sua presenza visibile. A noi viene affidata la terra. Scocca la nostra ora. Tocca a noi! Soltanto così potremo pretendere che gli uomini, la nostra gente, ostinati a guardare soltanto in direzione della terra, tornino a guardare anche verso l'alto. Soltanto così possiamo sperare di inaugurare un pezzetto di cielo già qui, sulla terra.

Diocesi di Carpi

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