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Assunta 2018Novena di preparazione dal 6 al 14 agosto in Cattedrale ore 21

Mercoledì 15 agosto ore 8 Cattedrale
S. Messa presieduta dal Vescovo a seguire Processione
corso Cabassi, via Rodolfo Pio, piazzale Re Astolfo, via Matteotti, via Mazzini, piazza Martiri Sante Messe nella giornata ore 10.45, 12 e 18

Dal XII secolo ad oggi la devozione alla Madonna Assunta nella diocesi: da Carpi al territorio mirandolese
Segno di speranza certa e di viva consolazione
Fin dalla sua origine il territorio della chiesa di Carpi è stato posto sotto la protezione di Maria e tale devozione si è concretizzata nella titolazione alla Vergine della chiesa della "Sagra", dedicata da papa Lucio III nel 1184 concedendo indulgenze a tutti coloro che avessero visitato il sacro edificio il giorno della "consacrazione e dell'Assunzione e della sua ottava". Nonostante l'immagine antica, suffragata anche da un sigillo appartenente all'arciprete Valente Zimbrosi, raffigurasse la Madonna con il Bambino e non la Vergine nella Gloria degli angeli, è da ritenere che la chiesa di Carpi avesse fi n dalle sue origini la volontà di dedicare all'Assunzione la pieve carpigiana. Volontà che comunque viene avvallata da un decreto dell'allora Sacra Congregazione di Riti nel quale si dichiara che ogni chiesa dedicata genericamente a Maria sia intitolata all'Assunzione. Nessun dubbio invece si ha sulla nuova collegiata voluta da Alberto III Pio, il quale esplicitamente esprime il desiderio di dedicare al grande mistero mariano il "suo" tempio, in continuità con l'antica titolarità della "Sagra". Maria ha sempre vegliato e protetto il territorio carpigiano, così come quello mirandolese che dipendeva un tempo da Reggio (ricordiamo che la cattedrale reggiana è dedicata a Maria) e il cui "Duomo" conserva ancora l'antica titolarità mariana; non è da dimenticare neppure la pieve di Quarantoli (sempre dipendente da Reggio) anch'essa dedicata alla Madonna. Per la collegiata di Santa Maria Maggiore venne commissionata una grande pala d'altare a Giuliano e Giacomo Raibolini (detti i Francia) nel 1513 raffigurante la Madonna trasportata in cielo da una gloria di Angeli sotto l'attento sguardo degli Apostoli che contemplano il mistero e guardano al sepolcro vuoto, ora conservata presso la Galleria Estense a Modena. Sempre in territorio mirandolese troviamo testimonianza del culto dell'Assunta nella parrocchiale di San Martino Spino in un altare a lei dedicato già dal 1630, non più esistente, così come pure a San Giovanni di Concordia, oltre ad un altare nella chiesa parrocchiale, venne eretto nel 1838, sulla via che conduce a Novi, un oratorio dedicato alla Vergine (oggi detto della Madonna dello Spino). A Forcello di San Possidonio vi era una cappella mariana, ed anche in località Zappellone in Gavello di Mirandola. A Carpi, nella distrutta chiesa di san Giovanni Battista, vi era un dipinto raffigurante l'Assunzione di Maria che successivamente passò in sant'Ignazio nella cappella dove ora si venera la Madonna del Carmine. Nella chiesa dell'Adorazione (detta anche del Cristo) vi è una bellissima terracotta del Begarelli con la Madonna nella Gloria degli Angeli oggetto di venerazione da parte dei fedeli e di ammirazione per gli amanti della storia dell'arte locale. Su iniziativa di Padre Andrea da faenza, Minore Osservante, viene fondato a Carpi nel 1492 il Monte di Pietà sotto il patrocinio dell'Assunzione di Maria Vergine. Numerosi sono i dipinti che raffigurano Maria nella sua molteplice titolarità, tuttavia il culto dell'Assunta conserva per la diocesi un ruolo fondamentale. Tutti gli anni il simulacro cinquecentesco voluto da Alberto III Pio per la nuova collegiata, scolpito da Gasparo Cibelli, viene portato in processione per le vie della città fi n dal 1516 e vi prendevano parte le tredici parrocchie rurali del principato di Carpi insieme a Trebbio, Marano, Guiglia, Festà, Rocca, Samone e Rocchetta sull'appennino modenese unitamente a Formigine, Novi, Soliera e San Felice in pianura. Concludiamo con le parole del cronista Gasparo Pozzuoli (1624) relative alla grande considerazione che la statua dell'Assunta aveva riscosso per raffinatezza e importanza cultuale: "Da persone intendenti della professione ho più volte udito dire che questa Madonna santissima è una delle cose più belle che habbiano o siano mai per havere i carpigiani, e non si troverebbe oro né argento che la pagasse." Disse una volta il Cardinale di Correggio essendo in Carpi: "Questa è certo una gioia di paradiso. Il card. Pio non si poteva saziare di mirarla, tanti Principi e Signori che l'hanno veduta hanno detto tutti che questa è un vero ritratto di quella del Paradiso. Il Serenissimo della Mirandola si liquefaceva della dolcezza in mirare questa Immagine, ritrovandosi egli gli anni addietro a Carpi".

Andrea Beltrami

Diocesi di Carpi

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