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In ricordo di Don Giordano RossettiMemoria

Trent'anni fa (11 settembre) terminava la sua vicenda terrena un sacerdote della nostra diocesi che ha lasciato di sé un ricordo incancellabile in quanti lo hanno conosciuto e stimato. Nato a Novi nel 1927, è stato vicario collaboratore in Cattedrale, a Concordia e a Novi, quindi parroco per 16 anni a Tramuschio (al '58 al '74), rese servizio anche a Budrione nell'ultimo anno della sua vita. Del suo servizio pastorale, sempre prezioso nelle diverse mansioni svolte, preme oggi sottolineare l'impegno particolare in cui si è speso generosamente dal 1974 al 1987. In quegli anni, come incaricato diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro, operò con competenza e dedizione alla formazione delle coscienze ai valori della Dottrina Sociale della Chiesa e all'assistenza spirituale di quanti operavano nelle ACLI o comunque erano impegnati in ambito sindacale e politico-amministrativo. Raccogliendo l'eredità del suo maestro don Renato Soncini, comprese l'importanza di sostenere culturalmente la presenza e la testimonianza dei cattolici nella vita pubblica. Ma quale "presenza"? Quella di cittadini onesti e competenti? Sicuramente, ma non solo, essendo queste qualità richieste a chiunque amministri o legiferi, indipendentemente dal fatto che sia cattolico o meno. Si tratta ancora oggi di una questione quanto mai urgente in un tempo in cui o latita o è irrilevante tale presenza, nonostante i continui appelli del Papa e dei Vescovi all'impegno socio-politico dei fedeli laici. Proprio alcuni giorni or sono il Pontefice, ricevendo i partecipanti al convegno mondiale dei legislatori cattolici, ha ribadito che quanti sono impegnati a promuovere il bene comune sono invitati a essere testimoni, a "...proporre con competenza progetti di legge coerenti con la visione cristiana dell'uomo e della società, cercando la collaborazione con chi li condivide". Questa esortazione di papa Francesco interpella la coscienza dei fedeli su due versanti: la necessità, da un lato, che i laici pubblicamente impegnati nelle diverse formazioni politiche, a livello nazionale o negli enti locali, operino concretamente ed esplicitamente con riferimento ai valori etico-sociali della Dottrina della Chiesa; dall'altro che sappiano non restare supinamente condizionati dalla logica di partito, quando nelle decisioni da assumere tali valori sono in gioco, "facendo rete" piuttosto con chi ha lo stesso patrimonio ideale. Anche per questo l'insegnamento e l'impegno di don Giordano sono attualissimi perché senza un'adeguata e specifica formazione in questo ambito, da curare nelle diverse aggregazioni laicali, quest'ultimo monito del Papa rischia di non produrre i frutti auspicati.

Pier Giuseppe Levoni

Diocesi di Carpi

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