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Prima pagina 31-2018Dalla curiosità alla fede
E avvenne che la Chiesa di Carpi riebbe la Sua Madonna, l'Assunta! Meraviglia, stupore, gioia, i sentimenti che hanno assalito i già numerosi visitatori alla presentazione della statua dell'Assunta restaurata... Uno sguardo che, rivolto verso il Cielo, interroga, per così dire, i visitatori grandi e piccoli e che lascia piacevolmente sorpresi tutti. Uno sguardo accogliente, che chiama all'appello e alla risposta chiunque si pone dinnanzi a lei. Sulle pagine di questo giornale abbiamo ampiamente commentato, illustrato la storia di "quel Volto", ma a voler ben guardare quel Volto ci interpella a fare un passaggio successivo, essenziale: passare dalla curiosità alla fede. L'ultima parola di Maria all'angelo, nell'annunciazione, è una parola che ha segnato per sempre e che nel corso dei secoli ha cambiato la storia; il suo è un Sì totale. Come ben sottolinea Papa Francesco, in Lumen Fidei, rifacendosi a un'espressione di San Giustino: "Maria, nell'accettare il messaggio dell'angelo, ha concepito 'fede e gioia'". Nelle innumerevoli pagine bibliche il passaggio dalla curiosità alla fede di personaggi più o meno accettabili ha segnato, e segna, uno spartiacque. Come non pensare a Zaccheo, alla sua curiosità che lo fece salire sull'albero. Fede come risposta a Qualcuno, che ha creduto in lui, l'ha inventato diverso. La fede di Zaccheo, che potrebbe essere quella del visitatore della mostra a Palazzo Vescovile, si potrebbe esprimere in una liberazione e in una conversione dello sguardo. Gesù, prima di tutto lo libera dalle cose, e poi gli apre gli occhi. Zaccheo riesce a vedere gli altri non più come individui da ingannare, sfruttare, o da cui ricavare vantaggi, ma da beneficare. Storia paradossale quella di Zaccheo! Il nostro personaggio non porta l'ospite illustre ad ammirare le bellezze della sua casa: quadri, mobili, collezioni. Anzi dal momento in cui Gesù entra nella sua casa, si direbbe che al proprietario tutta quella roba lì dia fastidio, diventi un ingombro insopportabile, un "impedimento" a "vedere" il Maestro. E se ne libera, senza esitare. Non vuole che l'avere soffochi ne impedisca la crescita dell'essere appena risvegliato. Per lui la fede si traduce immediatamente in distacco, in un prendere le distanze da una ricchezza ammassata. Accogliere Dio significa sbarazzarsi di tutti gli idoli. Fidarsi di Lui significa rinnegare Mammona. Attraverso uno sguardo capace di indurre all'azione l'ex esattore delle imposte vede finalmente il prossimo. Un prossimo che gli si dimostra ostile. Il suo sguardo reso opaco dalla cupidigia, è e può dirsi guarito. Non vede più gli altri come individui da spremere, ma li vede come fratelli. E impara, per la prima volta nella vita, a coniugare il verbo "condividere". Comincia ad usare le mani non per prendere, carpire, strappare ma per dare. La roba, i beni, il denaro, le false sicurezze non sono più oggetto di conquista, e neppure "proprietà privata" intoccabile, ma diventano segno di fraternità e amicizia. A causa di ciò che era, Zaccheo era considerato un separato, uno scomunicato, ora, nel segno della condivisione, diventa l'uomo dell'incontro. E tutto perché Qualcuno, prima, è riuscito a trovarlo. Ma come Zaccheo anche noi di fronte a tanta bellezza siamo chiamati all'azione. Attorno alla statua dell'Assunta troviamo a coronare quello sguardo gli angeli, all'inizio della storia di Maria troviamo un angelo che, dice l'evangelista Luca, "si allontanò da lei". Possiamo chiederci: dov'è ora l'angelo? É davanti a noi, accanto a noi, per porci il medesimo annuncio, per coinvolgerci nello stesso progetto di salvezza, sì, oggi a Carpi! E qui attende il nostro "eccomi" della nostra sacrosanta libertà!
Ermanno Caccia

Diocesi di Carpi

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