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Sabato 22 settembre a Sant'Agata Cibeno

Unitalsi in festaSabato 22 settembre, a Sant'Agata Cibeno, la festa aperta a tutti.
Ospiti speciali gli amici ammalati e disabili

Prenotazione per il pranzo
Sabato 22 settembre, presso la parrocchia di Sant'Agata Cibeno, "Unitalsi in festa". Alle 8.45, Santa Messa presieduta dal Vescovo; alle 11, arrivo dei motociclisti Harley Davidson Erc Emilia Road Chapter e Athesis Bears e benedizione delle moto; alle 11.30, "Run tour" con i ragazzi disabili (rientro previsto per le 13); alle 13, pranzo; alle 14.30, animazione musicale con Robby Dj. Per il pranzo (25 euro) è obbligatoria la prenotazione: cell. 335 6374264, 340 6094219.

Fare con fi ducia ciò che il Signore chiede
"Fai quello che ti dirà". Si ispira alle parole della Vergine, pronunciate nel brano evangelico delle nozze di Cana e messe in pratica eroicamente da Santa Bernadette Soubirous, l'iniziativa "Unitalsi in Festa" in programma sabato 22 settembre, presso la parrocchia di Sant'Agata Cibeno a Carpi. Un invito, quello della Madonna, alla sequela di Gesù, che, in sintonia con il tema pastorale proposto dal Santuario di Lourdes per l'anno di attività 2018, sarà al centro della preghiera e della riflessione dei volontari unitalsiani e dei loro tanti amici, tra momenti di raccoglimento e di fraterna condivisione. Si inizierà alle 8.45, con la Santa Messa presieduta dal Vescovo Francesco Cavina. Alle 11, la benedizione alle "due ruote" dei motociclisti Harley Davidson Erc Emilia Road Chapter e Athesis Bears che arriveranno a Cibeno per rinnovare, dalle 11.30 alle 13, un appuntamento ormai tradizionale per la Festa, il "Run tour" nei dintorni di Carpi con i ragazzi disabili. Alle 13, il pranzo insieme, e, alle 14.30, un altro momento molto atteso, l'animazione musicale con la partecipazione di Robby Dj, a far ballare tutta la grande famiglia dell'Unitalsi. Come sempre, il valore aggiunto della Festa è la presenza dei fratelli ammalati e disabili, ai quali donare un sorriso, una giornata, per così dire, di sollievo dai disagi con cui sono costretti a convivere e dalla solitudine. "Anche se poi, quando rientriamo a casa - ribadiscono ancora una volta i volontari unitalsiani - ci accorgiamo immancabilmente che sono loro a riempire i nostri cuori con la loro testimonianza di fede e di coraggio". Insomma, "Unitalsi in Festa" si propone, nel suo piccolo e con la sua cordiale semplicità, come uno stimolo, non solo per i barellieri e le dame, ma per tutti, a "fare quello che Gesù dirà" nella vita di tutti i giorni: accoglierlo con piena fiducia in ciò che ci chiede, per essere al servizio di chi è fragile, donando, gli uni agli altri, la ricchezza dei talenti che ciascuno ha.

Quella tenerezza materna
"Venuto a mancare il vino... Sua madre disse ai servitori: 'Qualsiasi cosa vi dica, fatela'" (Gv 2,15). "Con una sensibilità e avvedutezza tutta femminile - scrive l'arcivescovo Luigi Bressan, assistente nazionale dell'Unitalsi - Maria aveva notato quanto stava per imbarazzare la giovane coppia e si fece coraggio con il Figlio, conoscendo che egli era testimone dell'amore del Padre, che già nell'Antico Testamento aveva tante volte mostrato tenerezza verso il suo popolo. Quei giovani sposi avevano suscitato la simpatia in Maria e desiderava che la loro festa non fosse turbata. Nell'episodio di Cana riconosciamo un tale amore per le persone concrete e per la famiglia, come anche la fiducia in Cristo e quel principio spesso ripetuto: 'Per Mariam ad Jesum', ossia tramite la devozione a Maria noi vogliamo giungere a Gesù. Era quanto ripeteva Bernadette ed è il fondamento di tutta la mariologia cattolica. Il nostro pellegrinare si conclude con l'invocazione del Salve Regina: "mostraci il frutto del tuo seno, Gesù".

Diocesi di Carpi

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