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Convegno scuolaConvegno di inizio anno Venerdì 28 settembre

Venerdì 28 settembre, dalle 15.30 alle 18.30, presso l'Auditorium Loria a Carpi (via Rodolfo Pio), convegno di inizio anno organizzato dall'Ufficio diocesano per l'educazione e la scuola sul tema "Forse qualcosa si è scucito. Come ritessere le relazioni sfilacciate tra scuola, ragazzi, famiglie per restituire l'alleanza educativa?". Intervengono Mariella Carlotti, dirigente scolastico Conservatorio San Niccolò (Prato), e Stefania Gasparini, assessore all'istruzione del Comune di Carpi.
Ai presenti sarà consegnato l'attestato di partecipazione valido ai fini del fascicolo personale dei docenti.

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Urgente una svolta: le famiglie e la scuola devono interagire in collaborazione
Progetto alleanza
Oggi il mondo della scuola nella sua interezza ha bisogno di una svolta specie quando si impone un intreccio su due livelli di discorso lontani fra loro: quello antropologico e quello sistemico. Da alcuni anni la scuola è invasa da una burocrazia che si è impadronita del tempo che una volta si dedicava alla relazione educativa. Gli studenti hanno bisogno di attenzione, di dialogo per sentirsi protagonisti del loro presente, coinvolti in un processo di cambiamento sociale e valoriale, rifiutando una scuola incentrata sui risultati. La nostra scuola è immersa in quello che Bauman chiamava "società liquida" caratterizzata dall'eclissi delle strutture culturali, educative tradizionali, ma soprattutto da una situazione di incertezza che allenta i rapporti tra le persone, senza contare il fatto di come le innovazioni tecnologiche abbiano ridisegnato il quadro delle relazioni. Per superare queste condizioni bisognerebbe privilegiare un rapporto educativo basato sulla condivisione di risorse in cui lo studente influisce in modo significativo sulle interazioni reciproche attraverso un feedback educativo. In questi mesi la cronaca ci ha messo di fronte a casi di aggressione di studenti e genitori nei confronti degli insegnanti. Sembra verificarsi un cortocircuito tra scuola e famiglia che ci conferma il permanere di una grande emergenza educativa. Il problema non è però trovare le colpe da una parte all'altra, ma ci si deve interrogare sullo stato di una società che vive e gestisce in modo confuso le relazioni, le fi gure educative, il senso dei diritti e dei doveri, il concetto di responsabilità e libertà. L'insegnante oggi non è più l'unico detentore del sapere perché si impone il web e la rete che diventano altrettanti maestri. É mutato anche il rapporto scuola-famiglia: questa diventa sempre più protettiva dei figli, si schiera a loro fianco determinando situazioni conflittuali. Per evitare questo è importante che i rapporti siano improntati ad alcuni criteri essenziali: - fiducia reciproca di coinvolgimento attivo e di corresponsabilità nel rispetto delle competenze specifiche, - ricerca di strategie utili affinché scuola e famiglia possano insieme intervenire nel processo di apprendimento e di formazione del ragazzo. Non possiamo permettere ai nostri alunni di fare solo ciò che a loro piace, di non affrontare le prove difficili perché arriva loro il messaggio che nella vita si può fare ciò che si vuole. Nell'educare bisogna aver coraggio di riprendere il fi lo delle cose, di suscitare desideri ed emozioni che sono alla base di una relazione sana. Le famiglie e la scuola devono interagire in una rete di alleanze fra tutte le agenzie educative. Troppo spesso si verificano situazioni di conflitto che ingenerano smarrimento nei ragazzi e una confusa ricerca di senso. Le famiglie in molti casi sono fragili, tendono a tenere il proprio figlio in una zona iperprotetta per evitare che possa inserirsi nella sua vita una qualche forma di fatica o complessità. Educare richiede quindi coraggio, in particolare il coraggio di dire di no, per lasciare ai ragazzi la possibilità del desiderio di conoscere e di navigare nella vita. Comprendere i ragazzi richiede di accostarsi a loro con un occhio libero da pregiudizi, la tentazione di guardarli come un gruppo omogeneo, indistinto comporta il rischio di far perdere la loro individualità, ciò che in definitiva li rende speciali. Solo superando la logica dell'emergenza per arrivare a nuove forme di alleanza educativa, si potrà evitare la frammentazione degli interventi ed unire le forze, risorse, creatività con la finalità di educare all'unità della persona. Educare è dunque: - avere un progetto di alleanza da costruire per saper leggere i "segni dei tempi", - è re-imparare insieme a tessere reti relazionali all'altezza delle sfide che ci sono poste. Nel convegno, rivolto ad insegnanti ed educatori, saremo accompagnati in una riflessione centrata su quegli sguardi che ci impediscono di cogliere nei ragazzi quello che sono davvero e risottolineare la mission della scuola: istruire educando.

Antonia Fantini
Direttrice dell'Ufficio diocesano per l'educazione e la scuola

Diocesi di Carpi

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