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Animatrici missionarie 37-18Incontro con Irene Ratti Martedì 30 ottobre, alle 15.30, presso la parrocchia di Quartirolo

Si conclude l'Ottobre Missionario

Incontro con Irene Ratti
Martedì 30 ottobre, alle 15.30, presso la parrocchia di Quartirolo, a conclusione dell'Ottobre Missionario, incontro con Irene Ratti, missionaria in Mozambico, che porterà notizie sul Centro Infantile Speranza e parlerà del suo nuovo progetto di realizzare una scuola secondaria. Organizzano le Animatrici Missionarie. Tutti sono invitati a partecipare.

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Corso di formazione per volontari

Prossimi incontri di "Estate in Missione"
Martedì 6 novembre, alle 21.00 Carpi, Parrocchia di Sant'Agata Cibeno
Relazione missionario-volontario: esperienza che apre al cambiamento Suor Angela Bertelli, Congregazione delle Missionarie di Maria di Parma
Martedì 13 novembre, alle 21.00 Mirandola, Casa Parrocchiale Giorgio Frassati (via Posta, 55)
In valigia tanti perché. Luciano Lanzoni, Missionario Diocesano in Madagascar

Gli altri due incontri sono previsti per giovedì 10 gennaio e giovedì 17 gennaio 2019. Gli incontri sono aperti a tutti. Il corso è obbligatorio per chi desidera partire.
Info e iscrizioni: Volontari per le Missioni (Mirandola), tel. 345 4610664; e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Centro Missionario (Carpi), tel. 059 686048; e-mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Alla Veglia missionaria testimonianza di monsignor Paolo Bizzeti, Vicario apostolico di Anatolia in Turchia
Ascoltare la "voce" di una Chiesa sorella per ravvivare la conoscenza reciproca e la comunione, pregando in modo speciale per il Sinodo dei giovani in corso in Vaticano.
É questa la particolare prospettiva in cui si è celebrata sabato 20 ottobre, in Cattedrale, la Veglia Missionaria Diocesana, presieduta dal Vescovo Francesco Cavina e arricchita dalla testimonianza del Vicario apostolico di Anatolia, monsignor Paolo Bizzeti, presente appunto al Sinodo nell'ambito della Conferenza Episcopale Turca. Una comunità cristiana, quella di Anatolia, dalle radici antichissime, fiorente nei primi secoli del cristianesimo al punto tale da influenzare la nostra teologia e concezione ecclesiale, ma oggi ridotta allo 0,2 per cento della popolazione. Motivazioni storiche novecentesche hanno causato questo drastico assottigliamento, ha spiegato il Vicario apostolico: "dopo la prima guerra mondiale, nonostante la strage degli armeni, i cristiani raggiungevano ancora il 18-20 per cento. Con il trattato di Losanna del 1923, le potenze europee hanno pensato di dividere la popolazione cristiana da quella musulmana: così un milione e mezzo di cristiani, in maggioranza Greci, sono rientrati in Grecia, mentre 500 mila musulmani sono rientrati in Turchia. Da allora la presenza cristiana è diminuita sempre più. Si è creata distanza, e il non conoscersi più, il guardarsi con sospetto e inimicizia ha portato nella direzione contraria a quella dello Spirito della Pentecoste, in cui il Signore raduna popoli diversi". Le piccole comunità cristiane locali, ha tuttavia sottolineato monsignor Bizzeti, sono una minoranza significativa, "non solo per le radici patristiche ma perché sono forti nella fede, una fede provata, capace di sperare e di mantenersi salda anche nei momenti difficili". Colpiscono allora le parole di una donna cristiana del posto ad alcuni pellegrini italiani, riportate dal Vescovo Bizzeti: "Come mai in Europa avete tanta paura dei musulmani? Noi cristiani di qui non ci sogneremmo mai di lasciare la nostra fede perché è un tesoro così grande e proprio il contatto con le altre religioni ci aiuta a credere ancora di più nella bellezza del Vangelo e nell'unicità di Gesù. Forse voi avete dimenticato di avere il dono di questa perla preziosa... E perché non cogliete l'occasione, con i tanti mezzi che avete, mentre noi non li abbiamo e dobbiamo stare attenti perché il proselitismo è proibito, per parlare ai musulmani che vengono in Europa della bellezza della nostra fede?". Dunque, ha ribadito più volte il Vicario apostolico nel suo intervento, "il contatto con chi è diverso ci spinge a riscoprire la novità e l'originalità del cristianesimo e a saperla raccontare". Particolarmente a cuore a monsignor Bizzeti l'esigenza di una collaborazione tra le Chiese, in un fraterno dare e ricevere, che è il vero significato della missione. Se i cristiani turchi, con il senso di Dio così forte nella loro vita e la grande generosità verso i poveri, "ci spronano ad essere autentici nella fede e a conservare la nostra identità", così le comunità ecclesiali d'Occidente potrebbero fare tanto per la cura di quel piccolo gregge. "In tutte le nostre parrocchie abbiamo catecumeni e persone alla ricerca di Cristo, provenienti da Paesi dove c'è molta meno libertà religiosa, come l'Iran o l'Afghanistan. Ci sono i rifugiati dall'Iraq e dalla Siria, fra cui moltissimi giovani, ormai più numerosi dei cristiani locali. Ogni anno abbiamo battesimi, ogni settimana c'è chi viene a chiedere informazioni sul cristianesimo... ma non abbiamo abbastanza persone per seguirli. Ci sono tante belle possibilità ma abbiamo bisogno di sacerdoti, suore, laici, che facciano quello che faceva San Paolo, ovvero passare nelle città, visitare le comunità, raccogliere queste persone interessate a fare un cammino di catecumenato e accompagnarle in un cammino lungo e non semplice". Infine, monsignor Bizzeti ha voluto aggiungere una particolare intenzione di preghiera per i fedeli della Chiesa di Carpi: "Certamente la Turchia non è un Paese facile e in molti hanno paura, però io dico questo: se non abbiamo un motivo per morire non abbiamo neppure un motivo per vivere, quindi prego perché il Signore doni a ciascuno di voi un motivo profondo per spendere la propria esistenza, anche per morire, perché è solo così che veramente potremo guadagnare la vita". Simboli della realtà giovanile Quest'anno, nella processione di ingresso della Veglia Missionaria, sono stati portati all'altare alcuni oggetti caratteristici del mondo dei giovani, a cui sono dedicati sia il Sinodo in corso sia il messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2018: il mappamondo e i ceri colorati simboli della vocazione alla mondialità; lo zaino ad indicare lo spirito di avventura; il tablet, il pallone da calcio e la chitarra a rappresentare rispettivamente la passione per la tecnologia, per lo sport e per la musica. Conferito il mandato ai catechisti In conclusione alla Veglia, il Vescovo Francesco Cavina ha conferito il mandato ai catechisti della Diocesi, ovvero a quanti svolgono nelle parrocchie e all'interno dei gruppi ecclesiali il servizio della catechesi. A loro è stato consegnato un cartoncino con il testo del mandato e una specifica benedizione. Il mandato del Vescovo "esprime l'appartenenza responsabile del catechista alla propria comunità diocesana, perché manifesta la sua corresponsabilità nella missione di annunciare il Vangelo e di educare e accompagnare nella fede. Esso è anche il segno del riconoscimento di questa specifica vocazione e un titolo fecondo per il coordinamento dell'azione educativa in seno alla Chiesa" (Cei, Incontriamo Gesù, 78).

Diocesi di Carpi

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