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Prima pagina 3-2019Il cuore e la ragione
Andrea Camilleri - qualche collega professore e critico di professione storcerà il naso e sentenzierà che il mio linguaggio è poco comprensibile e "stucchevole", ma non importa, ognuno è libero di tenere la puzza dove più gli aggrada - nel volume La pazienza del ragno racconta di quel vecchio e scafato luminare della scienza medica che, dovendosi occupare del caso di un noto e spietato usuraio, dopo un'accurata visita, si giustificò così: "Non sono in grado di dire niente, perché non sono riuscito a localizzare il cuore". Io ritengo che un individuo meriti fiducia solo quando, a prima vista, mette allo scoperto, senza falsi pudori, il cuore, e non solo la"sapienza". La storiella potrebbe avere una variante significativa. Trattandosi di certi individui, avidi, voraci e insaziabili, prime donne con il vezzo di scrivere se si volesse avere la certezza di "centrare" il cuore in maniera infallibile, sarà sufficiente mirare al portafoglio. Il cuore e la testa si trovano lì... Se il medico non riusciva a trovare il cuore dell'usuraio, per quel che mi riguarda, specie quando sto in confessionale, devo riconoscere che mi sforzo sì, di localizzare il cuore e il cervello del penitente, ma soprattutto la sua coscienza. Non è sempre facile. Anche perché la coscienza la si può individuare, quindi è possibile far leva su di essa, solo nel caso che sia funzionante. Quando è disattivata presenta anche l'inconveniente di risultare nascosta,
introvabile. E' necessario a questo punto, per la salute del proprio "cuore" astenersi.
Astenersi dalla ipocrisia più smaccata, ossia quella che adotta la maschera religiosa. Astenersi dal correre veloce con le parole, mentre le azioni arrancano penosamente, zoppicano e inciampano, o addirittura vanno nella direzione opposta.
Astenersi dal pronunciare sentenze inappellabili e giudizi definitivi su problemi che non si conoscono se non superficialmente. Osserva il filosofo Umberto Galimberti: "Sembra che nel nostro tempo il 'dovere' non sia più nelle condizioni di prescrivere il 'fare', ma solo di inseguire gli effetti già prodotti dal 'fare'".
Per usare la famosa immagine del chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati, si denunciano i guasti provocati da buoi fuggitivi, e non ci si preoccupa di attrezzare la stalla in modo che non ci sia tentazione di evadere.
Nell'ambito dell'informazione, ci si lamenta del calo delle vendite di copie dei giornali, delle epurazioni, dei tagli economici alla "categoria", ma non si ha il coraggio di esaminare le vere cause del declino che magari risiedono proprio nella mancanza di "cuore" e di coscienza in ciò che si scrive, dimenticando che magari, il valore di una persona, o di un professionista si misura anche da ciò che rifiuta.
Ermanno Caccia

Diocesi di Carpi

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