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Anche per chi scrive, all'età superata degli "anta", sarà un nuovo inizio sui banchi di scuola. Quest'anno grazie al lavoro ciclopico di tecnici, ministero e di tanta gente animata dall'amore per la scuola, avrà a che fare con la cosiddetta "buona scuola", una prospettiva eccellente, non c'è che dire. Io preferisco pensare ad una scuola buona, come cifra di una qualità positiva da tutti desiderata e attuata. Una scuola buona richiede l'impegno da parte di tutti: studenti, genitori, professori, dirigenti. Essa diventa il luogo in cui giorno dopo giorno, grazie alla volontà di ciascuno si costruisce il nostro domani. Tra le tante novità con cui dirigenti, docenti, genitori e studenti avranno a che fare ci sarà il passaggio dal POF (Piano dell'offerta formativa) al PTFO (Piano Triennale dell'Offerta Formativa) e sarebbe bello che questa sigla diventasse per ciascuno di noi l'incipit di un nuovo anno scolastico, un invito: Prepariamoci Tutti all'Operare Fraternamente! Essere e tendere al buono non vuol dire riconoscersi come figli del buonismo e della superficialità fine a se stessa. Tendere al buono vuol dire essere e partecipare con intelligenza a ciò che più conta: riconoscersi amati, rispettati. Troveremo tante facce nuove accanto alle tante già conosciute e che magari vengono da lontano, ma dobbiamo essere consapevoli, ne sono certo, che queste persone ci hanno atteso per tutta l'estate, nella consapevolezza dell'importanza delle nostre capacità, ciascuno nel suo ruolo, per rendere la nostra città più umana, più aperta all'altro. Educare, diceva San Giovanni Bosco, "è questione di cuore". Oggi più che mai, pensando alla scuola buona, potremmo tradurre: è questione di relazione, di accompagnamento, di aiuto da offrire alla persona che cresce affinché, secondo i propri ritmi e nel rispetto delle proprie convinzioni, della propria storia possa diventare ciò che è chiamata ad essere e ad esprimere le proprie scelte personali che si tradurranno in comportamenti e stili di vita. Educare è questione di libertà: quella dell'educando e quella dell'educatore che devono porsi in relazione affinché cresca la consapevolezza della centralità dell'uomo e in coscienza possano maturare decisioni responsabili. "Insieme" potrebbe essere lo slogan da dare a questo percorso che iniziamo: parola forse magica, che genera comunione e costruisce le famiglie, le comunità, le amicizie, gli ambienti. Anche l'ambiente scolastico.

Ermanno Caccia

Diocesi di Carpi

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