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Recentemente in un documentario televisivo mi sono imbattuto nel sentire un'antica sigla di un programma ormai dimenticato, Il musichiere, che come ritornello recitava "Domenica è sempre domenica, si sveglia la città con le campane...". Simbolo di un'Italia che ormai non esiste più. In quell'epoca i ragazzi trovavano nella parrocchia e nell'oratorio un punto di riferimento costante per crescere, divertirsi, confrontandosi magari giocando a "figurine"... In quell'ambiente si imparava a credere nei principi fondamentali e fondanti della vita: l'amore per la famiglia, la fedeltà, l'amicizia, la legalità, il rispetto del prossimo, la cultura. Valori questi, che certamente esistono ancora oggi, sono valori immortali, scritti nel cuore di ogni essere umano, forse un' po' seppelliti, nascosti, travolti dalla confusione del nostro tempo, ma ci sono e rappresentano la nostra "eredità". Nell'epoca e nei giorni in cui osserviamo, studiamo quasi con spirito maniacale l'evolversi della tecnologia, in un momento in cui la razionalità e l'ateismo caratterizzano i ragionamenti dei più, è curioso ed inquietante osservare quanto la gente si senta insicura e cerchi di trovare risposte immediate ai propri interrogativi, ai propri dubbi. A volte però, facendo questo, c'è il rischio che prenda strade sbagliate, rifugiandosi in un bisogno esasperato di conoscere il proprio futuro. La fragilità, l'insicurezza, il bisogno di cercare risposte sul proprio futuro portano persone adulte, ma non solo, a rivolgersi all'oroscopo, alla "magia", alla lettura delle carte per cercare di dare un senso alla propria vita smarrita. Il rischio è quello di sentirsi sempre più soli, in quanto privati di quel rapporto di sentirsi "parte", di sentirsi fi gli e quindi non autosufficienti, di sentirsi fi gli di Dio, che, in quanto tali, non possono sentirsi tristi o abbandonati. Spesso si commette l'errore di credere che il ricorso all'occultismo sia frutto dell'ignoranza. Ma non è così. Oggi, più che ieri, esiste una diffusione della cultura molto più grande. Attraverso la rete è possibile accedere facilmente a qualsiasi informazione. Ed è più facile leggere, andare a scuola, studiare, informarsi. Ma l'aumento della cultura non sembra corrispondere a quello del buon senso. Tra i clienti dei "maghi" cartomanti puoi trovare chiunque, persino gente con più lauree. Il problema non è l'ignoranza, ma l'insicurezza. Un'insicurezza che sembra travolgere tutti, senza limiti e confini. A tutti può capitare d'attraversare un momento difficile: quando si perde una persona cara o si è traditi da un amico, quando si interrompe una relazione o la famiglia è in crisi. I momenti di incertezza diventano più forti quando c'è la solitudine, l'incomunicabilità, la mancanza di dialogo con gli altri. Se si è soli, è molto più facile essere ingannati, comprati, strumentalizzati dai professionisti del futuro. Un grande scrittore diceva che quando l'uomo smette di credere in Dio, non è vero che non creda più a nulla. Comincia a credere in tutto. Ed è quello che sta succedendo oggi, non siamo e ci amiamo definire non credenti, ma in realtà siamo e diveniamo creduloni. E se ricominciassimo a vivere con semplicità, ritrovando il sorriso e la fiducia nel domani? Un domani che non è scritto né nella carte, né nella sfera di cristallo, ma un domani che può illuminarsi grazie alla fede e alla nostra voglia di speranza.

Ermanno Caccia

Diocesi di Carpi

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