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 Il Giubileo "straordinario" della misericordia ci attende. Anche per noi carpigiani! Le linee guida del nostro anno della misericordia come anticipato dal Vescovo Francesco nella pagina del quotidiano Avvenire della settimana scorsa, ci dicono quanto sia importante assimilare fare nostra questa misericordia. Ma cos'è la misericordia, e cosa comporta applicandola alla nostra vita reale? Il rischio è di ridurla a un po' di buon cuore, alle solite cose, a meste ma talvolta vuote cerimonie, a discorsi ampollosi che riguardano solo gli assidui frequentatori delle nostre chiese, Niente di più diverso. La misericordia è il volto "capovolto" del Dio di Gesù Cristo, che fa a fette gli schemi anche un po' noiosi della nostra religiosità. Il Giubileo ci metterà sulle tracce del vero volto di Dio svelato da Gesù. Roba e cose che riguardano la teologia, quindi, non morale, o meglio non solo morale. Ma c'è un secondo aspetto della misericordia da riscoprire, dopo quello teologico. E' l'aspetto esistenziale: la misericordia di Dio per me, nella mia vita. Osservavo in questi giorni della pubblicità per la nostra campagna abbonamenti, e nel materiale visionato osservavo incuriosito la pubblicità di una blasonata squadra di calcio che presentava un famoso calciatore nell'intento di tirare un sinistro vincente e che affermava: "...vincere è facile...". In parallelo ho pensato che sì la misericordia di Dio è proprio l'esatto contrario: al Padre di Gesù piace vincere sul difficile. Sarebbe fin troppo facile, e banale, per Dio, vincere, cioè realizzare il suo regno qui sulla terra, usando come mattoni le nostre cose migliori: virtù, capacità, opere buone, e quant'altro di lodevole e meritorio siamo, per sua grazia, capaci di fare nella vita. Ma il volto straordinario del Dio misericordia è la sua capacità di vincere usando proprio i cocci della nostra esistenza: limiti, fragilità, debolezze, addirittura peccati, sbandate e deragliamenti. Non è che si voglia qui fare un trattato di apologia al peccato anzi, il contrario! Si tratta di capire fino in fondo la "bella notizia": cioè la novità incredibile del Dio che fa cose grandi con la fragilità dei poveri; rivela la sua forza nella debolezza degli umili; Col sangue della croce e l'alba della risurrezione il Dio misericordia ha scritto per sempre "mai dire mai" nella vita dell'uomo: la via della rinascita è lì sempre aperta, basta desiderarlo. E' da Dio vincere difficile. Sta a ciascuno di noi scoprire, dentro la propria vicenda umana, cosa significhi questa sua misericordia per me. Il nostro tempo ne ha un bisogno immenso, anche se per lo più inconsapevole o inespresso o ancor peggio negato. Si voglia o no esiste anche qui a Carpi, un vero e proprio esercito della salvezza, che chiede salvezza, che urla un disperato bisogno di misericordia: gli sposi in difficoltà, le famiglie divise, le persone sole e depresse, la nostra gioventù tanto allegra quanto insicura, la miriade di malati e gli anziani, spesso dimenticati e mal sopportati, gente disperata senza lavoro, chi giace oppresso dal giogo del male, fine a se stesso facendone magari una professione. C'è da chiedersi: sarà Giubileo, sarà misericordia per tutti?

Ermanno Caccia

Diocesi di Carpi

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