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 Soldi, immobili, sprechi. Ma anche "affari sporchi e privilegi". E' questa l'estrema sintesi del "sommario" dei due libri al centro di Vatileaks 2. Libri che ci vengono consegnati, bontà loro, come "strenna natalizia". Si ha il sospetto che questi presunti scandali finanziari, tra l'altro tutti da verificare con i dati alla mano, siano in molta parte delle bufale e puntino a lanciare sospetti e veleni soprattutto sulla gestione del denaro da parte della Chiesa. Già qualcuno evoca la revisione o l'abolizione dell'8xmille. In realtà i due autori non sono dei santi e dei puri o dei semplici cronisti come vogliono farci pensare, ma parte in causa di una strategia che mira a condizionare e a marginalizzare il ruolo della Chiesa delineata dall'azione di Papa Francesco e dal nostro Episcopato, che in questi giorni si riunisce a Firenze. Assistiamo, sospettosi, ad una crescente insofferenza generalizzata da parte di certa stampa specie a cavallo e in chiusura del recente Sinodo sulla Famiglia. Come giornalista non posso non provare un moto di solidarietà per editorialisti blasonati e vaticanisti vari, rimasti, ahimè, col colpo in canna. Timidamente qualche titolo di giornale ha provato ad ammiccare qualcosa, attingendo a frasi pseudo-rivoluzionarie: "Il Sinodo apre", "Via libera per cambiare la Chiesa"... Ma, con tutta onestà, sembrano petardi, quando, attesa, era l'esplosione del vulcano. E questo non è avvenuto provocando fastidi e pruriti a molti... Il Sinodo ci ha restituito l'immagine di una Chiesa libera e fedele. Libera di discutere con franchezza, ma ben attenta a non dare corda al virus della divisione. Capace di non farsi impantanare nel tritacarne della chiacchera, delle opinioni, nonostante ripetute trappole, interferenze e provocazioni, ma di stare solida sulla roccia della fede cattolica, in ascolto dei drammi e delle sfi de del nostro tempo. Il provvidenziale effetto-Francesco può e deve continuare: autenticità evangelica, umiltà profonda, cura dell'umanità ferita, rivoluzione della tenerezza, arte dell'accompagnamento. Al popolo cristiano questo, più di tutto, interessa! Sui "temi caldi" il Sinodo ha tenuto una linea prudente. Perfetto il ridimensionamento della sovra-esposta questione omosessuale: giusto parlare di diritti soggettivi e obblighi di giustizia, ma "i gay non sono famiglia" (W. Kasper), quindi perché trattarne qui? Sulla comunione a divorziati risposati l'indicazione, è stata, in sintonia con la tradizione, il discernimento dei singoli casi, affidato a confessori e padri spirituali. Non c'è dubbio che a commentatori a caccia di scoop l'operazione non sia riuscita, e che affamati di fama, notorietà abbiano puntato tutto a cercare, confezionare altri scoop... Ecco, allora, servito lo scoop di una Chiesa sprecona che "predica bene ma razzola male"! Se i giudici vaticani verificheranno la responsabilità anche di monsignori spagnoli, donnine italiane e faccendieri importanti al servizio della Chiesa, sarà bene ritenere, anzitutto, che sono loro i delinquenti, perché così dobbiamo chiamarli, che hanno tradito la fiducia di Papa Francesco e che di fatto hanno e creano scandalo e fatto non il bene, ma il male a quella riforma che Papa Francesco sta portando avanti con fatica. Tutto trasparente? A me pare di sì, e se qualcuno avesse qualche dubbio, consiglio un giro sui siti www.8xmille.it, o www. chiediloaloro.it, per farsi un idea di ciò che la nostra Chiesa, i nostri preti, i nostri volontari fanno e testimoniano ogni giorno. Si può fare meglio? Certamente, la trasparenza come dice Papa Francesco è d'obbligo, e se ci sono mele marce bisogne toglierle di mezzo, ma facciamo attenzione alle bufale e agli scandali creati a tavolino.

Ermanno Caccia

Diocesi di Carpi

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