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Di recente mi è capitato di far visita a una religiosa in ospedale e sono incappato nella sala d'attesa del Pronto Soccorso. Alla ricerca di informazioni ho notato un signore anziano dinanzi alla lavagna luminosa collocata in bella vista. L'elenco dei pazienti "in attesa" e "in trattamento" scorreva e riscorreva con un'irritante ripetitività. Dell'anziana moglie, che ha rimediato una storta al piede, un "codice verde" destinato a girare e rigirare a lungo, a fi ne lista dei senza priorità –, nessuna notizia né novità ormai da diverse ore. Per distrarre un po' gli utenti dall'interminabile attesa, nella parte bassa del video scorre il rullo con le notizie dell'ultima ora. A un certo punto ne compare una che dice: "Vaticano. Patrimonio immobiliare stimato in miliardi di euro". L'anziano signore fa partire un'imprecazione, degna dei migliori bassofondi. Decisamente non è giornata, né per i medici, e tanto meno per ecclesiastici che siano... Un piccolo aneddoto di vita per dire, assieme al fatto che le attese al Pronto Soccorso, per la gente normale, si stanno facendo sempre più incivili, che sono tempi duri, per la nostra Chiesa. Gli scandali economicofinanziari al di là del Tevere scuotono a fondo la fiducia della gente comune. Magistralmente amplificati dalla macchina mediatica del fango, con la complicità di qualche spregevole "corvo", gli episodi di lusso, spreco, da parte di alti prelati vaticani, rischiano di bruciare in un battibaleno quel gruzzolo di popolarità, simpatia che Papa Francesco ha saputo procurare, alla Chiesa cattolica, presso l'opinione pubblica. E non senza ragioni, purtroppo. Il mio vecchio parroco don Angelo, morto alla veneranda età di 101 anni, mi ricordava spesso che la gente è disposta a perdonare i peccati di debolezza dei ministri della Chiesa, ma transige assai meno quando si tratta di superbia, potere e attaccamento al denaro. Troppo sfacciato, in questi casi, il tradimento del vangelo di Cristo da parte dei pastori. In questo clima non è facile arrivare anche quest'anno a battere cassa per la Giornata di Notizie. Giornata di promozione e sostegno del nostro giornale, che vive della generosità di abbonamenti e del lavoro certosino, encomiabile di decine di volontari abbonatori parrocchiali come di un cordone ombelicale. Eppure si deve avere il coraggio di farlo, per questa come per tutte le altre opere della Chiesa, che chiuderebbero i battenti senza la generosa sensibilità del popolo di Dio. Anche perché, al di là dal baccano mediatico, bisogna pur riuscire a non fare di ogni erba un fascio. Non vivo su "Marte" e non sono e, ancor di più, non mi sento come un marito tradito che scopertosi tale, mormora frasi sciocche e irrispettose: indubbiamente c'è del marcio, al di là e al di qua del Tevere, e ci auguriamo che l'azione riformatrice di Papa Francesco sappia presto ripulire l'aria. Ma i soldi della Chiesa non sono sempre e solo sporchi. Sostengono e promuovono una valanga infinitamente più grossa di bene, dall'azione educativa, al sostegno ai poveri, dalla tutela del patrimonio artistico alla presenza pastorale, dall'informazione pulita alle molteplici attenzioni delle periferie esistenziali, talvolta tragiche dell'uomo. E i preti, parroci e i vescovi che non vivono come faraoni sono la quasi totalità. A quel signore indignato del Pronto Soccorso bisognerebbe poter spiegare, al netto di qualunquismi e steccati ideologici, a cosa davvero serve e quale carità alimenta quel fantomatico "patrimonio immobiliare" che tanto lo ha fatto imbufalire.

Ermanno Caccia

Diocesi di Carpi

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