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E' questa l'invocazione più o meno esplicita che ciascuno di noi fa propria e che intreccia tutta la nostra vita, dalla prima all'ultima pagina. È l'invocazione di chi scopertosi povero, solo, sofferente grida a chi gli sta vicino: stai con me! Ma è anche il grido "nascosto/muto" di chi ha bisogno di amare e se ne sta solo, solo guardando gli altri! È il grido racchiuso nello sguardo di un Bambino che nel suo Natale fa una proposta all'umanità: quella di seguire un percorso buono, vero, libero nelle cose quotidiane e di trovare il coraggio di cambiare sempre! Stai con me: mentre nel mondo va in scena la lotta tra il bene e il male. Metà pianeta mangia e festeggia, ma muore di solitudine, divisioni, chiacchiere; l'altra metà muore lo stesso, ma di fame e di sete, di guerre e malattie sciocche che da noi si curano con pochi soldi... Natale porta con sé la tentazione di guardare troppo al passato impedendoci di vivere con serenità il presente, rischiando di falsificare, di rendere "assoluta" quell'epoca perdendo di vista le opportunità e la bellezza che anche l'oggi ci può offrire. Siamo nati: le nostre mamme ci hanno partorito. Altri hanno scelto per noi, ma a ciascuno di noi il compito di "partorire" il Segreto che c'è in ciascuno di noi. Nascere a voler ben guardare è la natura che fa! Ma rinascere ogni anno, ogni giorno è questione di cuore, di un'anima che lo desidera! Stai con me e così rinascerai ogni giorno, rinnovandoti, sempre tu e sempre diverso, in viaggio verso la grande Rinascita dove tutto sarà nuovo e senza fi ne. Dov'è il Natale, dov'è Gesù? L'uomo di oggi, in alcuni casi, è talmente ripiegato su se stesso che neanche cerca più. Eppure... nel corso dei lunghi secoli della storia umana, un giorno, anzi, una notte, è nato Gesù. La sua luce ha dato vita a migliaia di Sante e Santi, ha dato coraggio ai martiri, di ieri e di oggi, ispirazione a poeti, musicisti, letterati, pittori, scultori, architetti, conforto e speranza a milioni di persone che hanno letto e pregato il Vangelo. Chi lo cerca, cerca il senso della vita, quella fondata su cose che non si sbriciolano come polvere, perché sa che Dio non ha creato l'essere umano per gettarlo nel nulla e nel dolore, ma per la gloria, cioè perché splenda della Sua bellezza! Che questa ricerca ti consegni un Natale più lento, più profondo, più dolce! Più lento, ossia più capace di vivere quei momenti che le feste sanno donare: la bellezza dello stare insieme, di rivedere amici e parenti lontani, di passare del tempo con le persone che amiamo. Più profondo: proviamo a chiederci qual è il significato vero dei gesti che, quasi automaticamente, compiamo ogni Natale. Il regalo in sé ha un valore, è un segno di cura e di affetto verso un altro. La festa, il pranzo o la cena sono occasioni di condivisione, di scambio, di dedizione. Recuperiamo lo "stile di Gesù" per non perdersi in trappole meramente umane... Più dolce. La tenerezza, quella virtù dimenticata a cui ci richiama anche Papa Francesco. Il Natale sia un'occasione per guardare l'altro, chiunque esso sia, con un occhio diverso, più aperto, più solidale, più sincero. Allora Buon Natale a tutti! A coloro che hanno atteso e invocato, anche quest'anno, la sua venuta e anche a coloro che da tutto questo non si sono lasciati nemmeno sfiorare. Forse ancora non lo sanno, ma Dio per noi si è fatto uomo. Ermanno Caccia

Diocesi di Carpi

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