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"Fanno tutti così", "oggi si usa così", è la speciale giaculatoria che viene ripetuta in continuazione specie nei nostri ambienti. Conosco giovani, e non, che reclamano la propria libertà, assumono atteggiamenti spregiudicati, ma che, dovendo giustificare certi comportamenti fuori dalla norma e dall'educazione, si presume, ricevuta in famiglia, dichiarano disinvoltamente: "Tu non capisci, sei un prete... sei fuori dal mondo... sei sorpassato... non vedi che fanno tutti così?". E avanti di questo passo: convivenza prima del matrimonio, linguaggio scurrile tipico di coloro che scaricano container in qualche porto, pretese assurde, capelli variopinti da far impallidire un pavone, messaggi sms prodotti in una frazione di secondo, scelte squinternate, disprezzo palese di ambienti comuni e delle regole: "Fanno tutti così". E ci si vanta pure di essere anticonformisti! Si rompe, magari clamorosamente, con buone abitudini e tradizioni, e si finisce per sposare le mode più pacchiane, i rituali del gruppo. Si assorbono idee, o meglio la desolante mancanza di idee, di amici, senza passarle ad alcun filtro critico. Si innesca, così, una catena perversa basata sull'imitazione più beota. "Fanno tutti così". Il fenomeno, ahimè, non riguarda solo il mondo giovanile, con il suo linguaggio standard, povero checché se ne dica, i suoi comportamenti sgangherati, le sue provocazioni artificiose per essere autentiche, la sua logica che riproduce quella tipica della mandria. La cosa inquietante è che anche il mondo degli adulti, a tutti i livelli, segue questo andazzo dando il peggio di sé. Sottoscrivi coscientemente, liberamente, regolamenti, regole di convivenza, e nel momento in cui vieni richiamato a far rispettare e a far osservare quelle stesse regole a tuo figlio o a tua figlia, vieni "schiaffato" in prima pagina come il rappresentante di un mondo retrogrado, sorpassato, che impedisce la libertà alle giovani generazioni! Abbiamo memoria corta! Ci dimentichiamo spesso che ciò che accade oggi, circa l'abdicazione delle responsabilità, è cosa già vista. Chi non ha la memoria corta e accecata potrà ricordare l'agghiacciante difesa, nell'aula solenne del parlamento, di un celebre uomo politico, accusato di incassare grandi tangenti, che reagì vivacemente dichiarando: "Non avete occhi per vedere? ... Lo fanno tutti". E potremmo continuare di questo passo. Il furto non è più furto se lo praticano anche gli altri, la disonestà non è più tale se rappresenta un fenomeno di massa. La trasgressione delle regole diventa una prassi legittima se tutti sono d'accordo. L'evasione fi scale è semplicemente un gioco per cercare di sopravvivere, dal momento che è praticata da un numero considerevole di persone. E' l'a-normalità elevata a sistema. E la coscienza individuale? E il senso di responsabilità personale? Giovannino Guareschi, in uno dei suoi celebri dialoghi tra don Camillo e il Crocifisso, relativamente ad una espressione del curato sulla gente, fa dire al Cristo: "La gente? Cosa significa la gente? In Paradiso la gente non entrerà mai perché Dio giudica ciascuno secondo i suoi meriti e le sue colpe e non esistono meriti e colpe di massa. Non esistono peccati di comitiva, ma solo quelli personali, Non esistono anime collettive. Ognuno nasce e muore per conto proprio e Dio considera gli uomini a uno ad uno e non gregge per gregge. Guai a chi rinuncia alla sua coscienza personale...". Diventiamo veramente trasgressivi come adulti e insegniamo la vera trasgressività ai nostri figli: trasgredire agendo "sfasati" rispetto alla rotta seguita dai più, opponendoci al malcostume dilagante, alla maleducazione come principio, non facendoci arruolare nelle schiere di vigliacchi anonimi mascherati da astuti e povere vittime!

Ermanno Caccia

Diocesi di Carpi

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