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C'è gente che pare non desideri altro che di essere ingannata, e così poter alimentare le proprie illusioni. In questi giorni post esito referendum abbiamo assistito alla sfilata di innumerevoli "grandi", in certi casi protetti dallo scudo dell'etichetta cristiana, i quali invece di ammettere lealmente le proprie colpe, puntellano sfrontatamente una grossa bugia precedente con un'altra ancora più colossale, a cui si aggiungono cumuli di nuove bugie... Devo confessare che, personalmente, ho sempre subito il fascino della parola. Alla sagra del mio paese nel bergamasco mi piazzavo sin da piccolino di fronte al venditore che commerciava le cose più strane e, a suo dire, prodigiose. Stavo lì immobile ad ascoltarlo, anche se in tasca non avevo i soldi per acquistare quelle mercanzie. Alla fi ne c'era sempre un tipo, che si riteneva più furbo degli altri, il quale immancabilmente diceva: "Non me la conti giusta... a me non la dai a bere". Ma il venditore rimaneva immobile e raccoglieva poi i soldini di coloro che invece ci avevano creduto. Sono passati anni da quegli episodi e ora, un po' più cresciuto, mi tocca ripetere quelle esperienze guardando a ciò che sta succedendo a livello politico. La maggioranza dei votanti ha detto NO al cambiamento della Costituzione; la maggioranza dei votanti ha detto NO al governo Renzi, che aveva proposto e difeso quel cambiamento. Le motivazioni del NO sono state diverse, opposte e talvolta autocontraddittorie, ma, in ogni caso, il verdetto è chiaro: il sistema politico deve restare così com'è! Come a dire: la maggioranza del Paese non vuole cambiare. Ora, dopo varie consultazioni, il Paese è stato affidato ad altra persona, con lo scopo di riuscire a sistemare e a uniformare una legge elettorale degna di un paese come il nostro. Auguri! L'avevamo detto, qualche settimana fa, che chiunque avesse vinto, l'Italia non sarebbe né ascesa al Paradiso né precipitata all'Inferno. Dopo il voto, il Paese si trova, in effetti, nella posizione peggiore: nel Limbo, quello dei bambini. La maggioranza non crede nel Paradiso, non vuole l'Inferno, vuole solo stare tranquilla nel Limbo, che ospita i Paesi immobili e senza futuro. Voto di protesta? Sì, voto di protesta contro chi pretende di cambiare il Paese. La protesta è la forma, ma la sostanza è la conservazione. Il vincitore reale di questo round è il non cambiamento. Nolenti e dolenti stiamo condannando il nostro Paese a strangolarsi con un circolo vizioso secondo cui è lecito sbugiardare la cosiddetta casta politica ma nel contempo si rifiuta di accettare il confronto con istituzioni politiche nuove capaci di fare uscire il nostro paese dal pantano istituzionale. L'esito paradossale della vicenda referendaria è che, in nome della lotta alla casta, la maggioranza dei voti ha difeso la casta che c'è, tutto il vecchio personale politico. Bella vittoria! Abbiamo un'idea strana di democrazia, alimentata da scarsa attenzione e interesse, e intanto il tempo passa e, ahimè, non ci stiamo accorgendo che il mondo è entrato in casa nostra... Nel linguaggio arruffato, oscuro, complicato con cui ci dobbiamo misurare, per arrivare al nocciolo delle questioni dovremmo imporci un supplemento di chiarezza. Tanti, specie per la categoria degli urlatori, questa viene scambiata per superficialità, scarsa serietà, pressapochismo. Lasciano intendere che è legittimato a scrivere o parlare solo chi ha superato gli esami dell'oscurità, per cui diventa abilitato a rendere incomprensibili anche le questioni più elementari, ad ingarbugliare i problemi più facili. La chiarezza, al contrario, dice rispetto delle persone. Quanto più le questioni sono difficili, tanto più occorre spiegarle in maniera facile. La verità non è solo un grande valore, ma comporta sempre un prezzo da pagare. La verità non è mai un privilegio, ma impegno e spesso rischio. Il mio confratello bresciano Cardinal Bevilacqua amava dire: "Le idee valgono non per quello che rendono, ma per quel che costano", il contrario, insomma, dello stare e del voler stare nel Limbo...

Ermanno Caccia

Diocesi di Carpi

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