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di Don Ermanno Caccia


Di ritorno da Medjugorie, volevo cogliere l'occasione di riprendere in mano questo mio strumento di contatto e di condivisione, il blog, per ringraziare tutti e per generare qualche ulteriore riflessione rispetto al significato dell'essere pellegrini.

Mentre mi dibattevo alla ricerca delle parole più opportune con cui evidenziarne gli aspetti più positivi, e sono veramente tanti, ho pensato e ripensato e alla fine con semplicità vi propongo una vecchia leggenda.

Si narra che in un lontano paese non pioveva più da molto tempo ed era così caldo che i fiori e le piante nei campi erano appassite formando lunghe macchie di giallastro; perfino gli alberi grandi soffrivano e qualcuno già stava morendo. I fiumi erano in secca e addirittura le sorgenti s'erano inaridite quasi del tutto. La sete attanagliava uomini e animali... tutti si sentivano deboli e provati.

C'era una bambina che aveva una mamma molto ammalata, aggregata ancor più della completa disidratazione. La piccola pensò; "Se solo potessi trovare un po' d'acqua per alleviarle il dolore...", e decisa risolse: "Devo trovarla!". Prese una caraffa di latta e si mise alla ricerca d'acqua. Seguendo il letto di un torrente, giunse in cima ad una montagna dove una sorgente offriva ancora qualche goccia d'acqua. La bambina con somma pazienza raccolse qualche goccia nella caraffa che, dopo molto tempo, si riempì. Prese così la via del ritorno facendo attenzione che dalla caraffa di latta non si versasse neppure una goccia. Incontrò un cagnolino tutto rinsecchito e assettato che la guardò in modo tale da suscitarle una gran compassione.

"Non posso lasciarti senza darti almeno un pò d'acqua", gli disse, "se te ne darò un sorsetto, ne rimarrà a sufficienza per la mia mamma". Così versò un pò d'acqua nel palmo della mano e il cagnolino la leccò. Quel poco di acqua lo rianimò al punto di farlo saltellare, esprimendo il tal modo la sua gratitudine.

La bambina, intanto, non si accorse che la caraffa di latta era diventata d'argento e il livello d'acqua non s'era per nulla abbassato. Ripreso il cammino con grande attenzione, giunse finalmente a casa. Le aprì la vecchia domestica, che s'era presa cura della mamma, ma era così prostrata da non riuscire più a parlare.

"Dalle un pò d'acqua", le disse la mmma, "ha lavorato tutto il giorno e ne ha più bisogno di me". La bambina diede la caraffa alla domestica che ne bevve. La donna si sentì subito così bene che s'avvicinò alla mamma per sollevarla e farle bere il resto dell'acqua. La piccola, intanto, non si accorse che la caraffa era diventata d'oro, e il livello dell'acqua era sempre quello originario.

L'ammalata portò alla bocca la caraffa e bevve. Quando si sentì dissetata, passò il recipiente alla figlia. Essendo avanzata un pò d'acqua, la bambina stava per bere quando qualcuno bussò alla porta. La domesticà aprì e comparve uno straniero impolverato e disse: "Fate la carità d'un pò d'acqua", disse con un fil di voce.

La bambina si avvicinò porgendogli la caraffa con quel poco d'acqua che era rimasta: "Sono sicura che voi ne avete più bisogno di me. Bevetela tutta". Il forestiero sorrise e prese la caraffa dalle sue mani, appena la toccò divenne di fine cristallo piena di diamanti; uno di questi cadde per terra, e in quel punto cominciò a gorgogliare una fontana. Lo straniero scomparve ma l'acqua fresca continuò a dissetare uomini e animali piante e uccelli.

Ecco amici miei, questa è la storia è il fine di Medjugorie. Nella nostra storia, tanta è la sete di acqua...., di verità, di libertà. tanta da trasformarsi spesso in arsura, e allora come la bambina preoccupata per la sorte di chi si ha realmente in cuore, si parte e si và alla ricerca di Dio, attraverso la Mamma....

L'incarnazione di Dio, nella nostra storia, è alla base e punto di partenza di ogni santa devozione, di ogni santo pellegrinaggio, di ogni santa ricerca.... Spesso come quella bambina, anche noi non ci accorgiamo di aver tra le mani una caraffa di latta, che solo l'amore spassionato, gratuito e benevolo verso il prossimo e a chi ci sta vicino, può far diventare di volta in volta di argento, di oro, di cristallo finissimo pieno di diamanti e generare altra "acqua", preziosa per la vita propria e dei fratelli in Gesù Cristo Signore.... E allora coraggio rendiamo grazie a Dio per quanto di buono, vero e bello ci è dato di assaporare nel nostro pellegrinaggio e.... BUON CAMMINO!

Don Ermanno Caccia

Diocesi di Carpi

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