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In un passo della Scrittura che ho letto in questi giorni era scritto: "La Sapienza si è costruita la casa, ha intagliato le sue sette colonne. Ha ucciso gli animali, ha preparato il vino e ha imbandito la tavola. Ha mandato le sue ancelle a proclamare sui punti più alti della città: «Chi è inesperto accorra qui!». A chi è privo di senno essa dice: «Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato. Abbandonate la stoltezza e vivrete, andate diritti per la via dell'intelligenza »" [Prov 9,1-6]. Davvero un invito particolare quello firmato dalla Sapienza, per quel banchetto che dice di aver allestito. Gli invitati avrebbero di che offendersi, altro che sentirsi onorati. Proviamo ad immaginare gli ospiti. Tutti rigorosamente selezionati, dovrebbero appartenere alla classe degli sprovveduti, dei privi di senno, degli stolti, di chi non brilla per intelligenza, insomma stupidi ed ignoranti. Nessuno si riconoscerebbe, evidentemente, in queste categorie. Nessuno ci tiene a frequentare una scuola, per quanto piacevole, in cui si diventa intelligenti. Semmai sono gli altri ad essere ignoranti, a non capire niente, ad aver bisogno di imparare. Se si pensa poi, che la sapienza viene spesso confusa con la furbizia allora i maestri in circolazione sono in numero largamente superiore agli eventuali discepoli desiderosi di imparare, non tanto l'arte del vivere, piuttosto i trucchi astuti per cavarsela in ogni circostanza, con il minimo degli sforzi, compresi quello mentale. Vivere bene? Camminare per la strada giusta con senso e misura? Quante storie... l'importante è star meglio! Certi discorsi sugli ideali, pare di sentire, lasciamoli a quelli che hanno tempo da perdere in questioni di lana caprina. E poi questa Sapienza non è per caso roba da vecchi? Trasferita la faccenda nella situazione d'oggi, io ho l'impressione che i banchetti della sapienza si siano moltiplicati in maniera spropositata, dove tra un bicchiere di vino e del gnocco fritto si consuma la sapienza colta dell'intellighenzia carpigiana. Tutto sta a vedere se sia quella la vera sapienza. Ce n'è, ve lo assicuro, per tutti i palati. E le "vallette" mandate in giro a reclutare clienti, indossano divise squillanti di colori vistosi, hanno una favella da manuale, toni e modi suadenti, oltre che un aspetto gradevole. Si è provveduto a mutare il nome della padrona di casa, assai poco invitante. È stato perciò sostituito con una varietà di "nomi d'arte": successo, carriera, popolarità, potenza, comodità. La concorrenza appare spietata tra chi off re di più a minor prezzo assicurando risultati a breve termine e senza alcun sacrificio da parte dell'invitato. Tutti sono così convincenti... e non si sa più a chi credere! Io, modestamente, ritengo che la sapienza, quella vera e di cui parla la Bibbia, e non so se in questo siamo tutti d'accordo, abbia finito per sparecchiare, o addirittura smontare la tavola. Voglio dire: caro lettore non bisogna illudersi di trovare la saggezza già pronta, soltanto da consumare, non è possibile trovare la sapienza in "blocco", confezionata e da scartare... Non esiste un libro che contenga tutta la sapienza: essa risulta dispersa, bisogna cercare le briciole sparse dappertutto. Non esiste un luogo unico dove trovarla, né tantomeno qualcuno che possa vantarsi di detenerne il monopolio. La sapienza può nascondersi là dove meno te l'aspetti. La sapienza, quella vera, ti dà lezioni inaspettate: arriva da lontano e possiede spesso una voce flebile, e non dispone certo degli altoparlanti chiassosi che oggi vengono montati a tutti gli angoli delle piazze e delle strade. Non lasciamoci sfuggire l'occasione, le occasioni per conoscerla e gustarla questa "vera" Sapienza!

Ermanno Caccia

Diocesi di Carpi

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