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E' strano come riusciamo sempre a restringere le dimensioni dei nostri ragionamenti. Si pratica spesso e sovente uno strano mestiere: accorciatori di orizzonti. La cosa è evidente particolarmente in fatto di analisi. Il nostro formalismo ha avuto modo di sbizzarrirsi. E ha costruito una rete fittissima, capace di imprigionare anche i più piccoli e minuscoli pesciolini benpensanti. Salvo poi lasciar sfuggire... le balene. Proprio come le fastidiose ragnatele: catturano i moscerini. Ma i mosconi le sfondano! Fuor di metafora, permettetemi una domanda. Abbiamo mai confessato una mancanza di questo genere: "ho disobbedito, ho abdicato al dovere di obbedire alla vita?" Non è questione né di Nietzsche né tanto meno di Platone... Mi dirai: ogni mancanza, in fondo, è una disobbedienza alla vita, e io aggiungo a Dio... Osserva e ragiona, non intendo questo. Mi riferisco ad una disobbedienza più radicale, anche se meno avvertita. Dirai "cosa da preti" ... ma non è così! Consiste nell'ignorare, nel trascurare, almeno per chi è battezzato, la parola di Dio. Dirai ancora: cosa c'entra tutto questo con la "missione" di vivere la vita? Lo so benissimo, la missione di vivere pienamente la vita impegna ciascuno a obbedire... Però alla base di tutto non ti pare che ci debba essere un'obbedienza fondamentale, di importanza primaria, alla volontà di Dio? E non ti pare che, per poter obbedire, questa volontà bisogna pur conoscerla? Incontro, spesso e sovente, gente amica e non che mi dice: "padre, mi faccia conoscere la volontà, la strada per fare bene, per cambiare questa situazione...". Rispondo: "sarebbe troppo comodo e scontato. Da parte tua ti sei mai preoccupato di scoprire questa volontà, questo senso da dare alla vita? Lo sai, almeno si spera, che Dio ha parlato, continua a parlare attraverso la Sacra Scrittura? Come stiamo, in fatto di lettura e studio della Bibbia? Leggiamo Notizie, Voce, Tempo, ma pensi mai che la Genesi, Isaia, Giobbe, San Paolo non abbiano proprio niente da dire a proposito della volontà di Dio? Della volontà e della ricerca del bene comune?". E' un tasto che scotta... Eppure a costo di bruciarci le dita, e di far funzionare il cervello dobbiamo pur schiacciarlo questo tasto. Il nostro vivere concretamente da cristiani, che ha anche a che fare con la specificità dei ruoli (genitori-educatorieducandi- giovani), ha e deve avere un'azione profetica. Ma mi chiedo, e insieme chiediamoci, com'è possibile assolvere a questa funzione senza una familiarità abituale, concreta, con la Sacra Scrittura? Scriviamo piani educativi, affermiamo che Dio, il Figlio Gesù, è al primo posto, parliamo di spiritualità non bene definita, spesso senza un aggancio, un inserimento diretto nella nostra storia della salvezza... Siamo sinceri. Diciamolo magari sottovoce, ma diciamolo, per non fare la figura degli ipocriti. In fatto di conoscenza diretta della parola di Dio siamo dei semi-analfabeti. Siamo una zona decisamente sottosviluppata. Per me, per ciascuno di noi, e anche per coloro che ci osservano da osservatori implacabili, oggi più che mai è valido l'insistente richiamo del Signore. "Ascoltate la mia voce" (Ger.11,7). Proprio così. Dio si ostina a chiederci un po' di attenzione. Deve parlarci. E non sarà il caso, piuttosto, di lasciare da parte altre cose e mettere a tacere altre voci, per prestare ascolto a questa Voce? Modestamente, io come tutti noi abbiamo una missione profetica da compiere. Anche noi dobbiamo parlare a qualcuno. Ma prima di tutto, dobbiamo "mangiare" il rotolo, ossia la Scrittura che contiene la parola di Dio. Diversamente finiremo per "seminare vento e raccogliere tempesta". Il problema sembra comunque un altro.... Non abbiamo per caso, paura della parola di Dio? San Paolo ce la descrive in termini abbastanza precisi: "Viva è la parola di Dio ed efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio e penetrante fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, e capace di discernere i sentimenti e i pensieri del cuore; e non c'è creatura alcuna nascosta davanti ad essa, ma ogni creatura è nuda e scoperta agli occhi di Colui al quale dobbiamo rendere conto" (Eb 4,12-13). E poi si dice di "adultità"... Custodiamo! Custodire come ha fatto una Donna la quale conservava tutte queste cose in cuor suo...

Ermanno Caccia

Diocesi di Carpi

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