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Emmanuel Mounier, filosofo francese noto per aver definito la posizione filosofica del personalismo comunitario, nel suo saggio Il Personalismo smaschera l'ipocrisia abbastanza consolidata in voga in questi tempi di elezioni, affermando: "Si parla continuamente d'impegnarsi come se ciò dipendesse da noi: ma noi siamo impegnati, imbarcati nell'avventura, preoccupati. Perciò l'astensione è un'illusione. Chi 'non fa politica', fa passivamente la politica del potere costituito". E aggiungo io: chi non mette in discussione, non sottopone al vaglio della critica tutte le proposte spesso irreali e senza testa né coda che sentiamo quotidianamente, si rende complice. Suscitano sospetto quei programmi fondati su grandi offerte di denaro pubblico a tutti, senza dire da dove si prendono i soldi per finanziarli! E bisognerà pur dirlo: alla fine, i conti vengono sempre presentati alle tasche di tutti i cittadini, tranne per gli evasori, se sono "grandi", perché i "piccoli" vengono tassati anche su un mancato scontrino del cappuccino o del panino. Ma c'è in giro chi ha il coraggio di proporre un progetto serio e credibile per avviare l'abbattimento del debito pubblico che ci rende schiavi di altri Stati, il taglio reale, e non solo per decreti poi procrastinati o dimenticati, delle spese superflue? C'è o non c'è qualcuno che propone un progetto serio per dare lavoro ai giovani, abbattendo i costi e favorendo le imprese perché possano creare lavoro per tutti "i cervelloni" che, dopo anni di preparazione, devono invece lasciare l'Italia per cercare e trovare lavoro all'estero? Come è possibile proporre di aumentare le pensioni, per conquistare l'elettorato anziano, senza riconoscere che le risorse per pagarle possono venire solo da un maggior numero di giovani al lavoro? E di conseguenza, quale politica si propone per la famiglia e la natalità? Quanto si investe in scuola e formazione? Siamo sicuri che le battaglie di cui c'è bisogno siano proprio quelle combattute in questi ultimi anni, che riguardano gender, il fine vita, la fecondazione assistita, imposte più dal pensiero di alcune lobby culturalmente ed economicamente potenti? Non c'erano e non ci sono problemi più importanti e vitali per tutti? E' facile dire che votare è un diritto, ma ci vuole la consapevolezza che votare è un dovere da esercitare con "scienza e coscienza", sapendo di essere, con il nostro voto, corresponsabili delle scelte che faranno coloro che proprio noi abbiamo eletto. Impegno! A riguardo dell'impegno, Erri De Luca, riferendosi al don Chisciotte e al suo ronzinante, privilegia la cavalcatura e dice che certi impegni, certi compiti nella vita, ti saltano in groppa e tu non puoi farci niente. Te li porti addosso. Non ti danno tregua. E, addirittura, sono essi che ti segnalano l'itinerario da percorrere. Il guaio è che troppi individui che scorrazzano nelle nostre piazze, nelle nostre assemblee si rivelano abilissimi nello "scartare" come asini imbizzarriti, e così il carico delle responsabilità cade a terra e viene lasciato lì, nell'illusione che siano gli altri a doversi accollare quei compiti "impegnativi". Facciamo attenzione ai matematici! Si racconta che su un'epigrafe funeraria stava scritto: "Qui giace il matematico Angelo Piccinini: addizionò, moltiplicò, mai sottrasse. Gli eredi, riconoscenti, divisero". Probabilmente questo matematico Piccinini non è mai esistito. In compenso esistono parecchi individui che, durante la loro vita non fanno altro che addizionare, moltiplicare, senza mai esser sfiorati dal pensiero che bisognerebbe "sottrarre" al mucchio per lasciare, per donare agli altri. Ci pensano gli eredi a "dividere".

Ermanno Caccia

Diocesi di Carpi

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