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Libertà... oggi si predica ovunque la libertà, o meglio, più che predicare la libertà, si predicano gli abusi di libertà, senza aver prima annunciata la bellezza di questa santa libertà! Il 25 aprile, festività del tutto laica, si presta a mille e una interpretazione. E questa ricorrenza dovrebbe riportare anche noi cristiani a riflettere su questa parolina. Dovremmo con ogni probabilità riprendere alcune pagine della lettera di Paolo alla comunità dei Galati, là dove l'apostolo mette in guardia i suoi lettori da coloro che sono entrati nella comunità e sostengono che determinanti per la salvezza siano, sullo stesso piano, Gesù e la Legge. Paolo rifiuta l'equazione fin troppo esemplificativa. Voi che volete essere giustificati mediante la legge, dice, avete "rotto" con Cristo. Se la giustizia è attraverso la legge, allora Cristo è morto per nulla! Ma per quanto riguarda la libertà cristiana, dobbiamo necessariamente tenere ben presenti due pilastri, che lo stesso Paolo ci ricorda: "Voi, fratelli, siete stati chiamati a libertà" (Gal 5,13), e ancora "Cristo ci ha liberati per la libertà" (Gal 5,1). Indicativi molto importanti che dovrebbero farci drizzare la testa, è certamente buona e lieta notizia, non poesia ma parola del Signore! E oggi, più che mai, mancano notizie buone e il rischio è di spegnersi. Una notizia buona dà, si voglia o no, slancio al vivere quotidiano. É la bellezza a trascinare la vita, senza sogni ci spegniamo lentamente. Questo annuncio di libertà non è una data o una ricorrenza che annualmente ricordiamo ma un invito permanente: "Cristo ci ha fatti liberi", il ricordare dice riportare al cuore, bisogna farne memoria. Osservando ciò che avviene, a livello sociale, politico, mi chiedo se nella nostra vita ci sentiamo condotti, trasportati, da questo autentico vento della libertà che è dono, o se invece siamo fondamentalmente ligi all'osservanza dei codici della legge. Chi è attaccato ai codici non inventa nulla, se mai nella sua vita ripete, ripete sempre, i "moduli", le chiacchiere, già prescritti e codificati. Gesù amava ricordare che coloro che sono nati dallo Spirito sono degli imprevedibili! A Nicodemo Gesù dice: "Il vento soffi a dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito" (Gv 3,8). Come sarebbe bello poter affermare dei cristiani: "sono come il vento, non sai da dove vengono né dove vanno", loro inventano, secondo lo Spirito che li abita e li spinge. Una libertà, ben inteso, che non è licenza per fare ciò che si vuole, ma di servire innanzitutto Dio e gli altri. Ma servire nella libertà, servire nella libertà dell'amore, è cosa ben diversa da applicare la libertà come un servizio pagato e quindi dovuto. L'incontro o la riscoperta di questa libertà rappresentata da Gesù e dallo Spirito, risulta sempre sconvolgente, certe preoccupazioni ossessive diventano ridicole, e si scopre che nella vita occorre far posto a realtà e compiti finora trascurati, tutto viene ribaltato, gli equilibri sconvolti. C'è da una parte un ridimensionamento radicale di valori, cose, prospettive, interessi. Se trovi Cristo, impari la sua libertà, non trovi più le cose di prima. Ne scopri altre, nuove, impensabili, e assai più importanti. Gesù al contrario del "famoso" Sant'Antonio, non aiuta a ritrovare gli oggetti smarriti, semmai Lui contribuisce a farteli perdere. Il Maestro di libertà non esenta alcuno dalle ore difficili, ma dà ad esse un significato, grazie all'incontro con Lui, il "terribile quotidiano" diventa qualcosa che assomiglia ad una festa.

Ermanno Caccia

Diocesi di Carpi

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