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Victor Hugo potrebbe aggiungere qualche capitolo al suo romanzo. 49 "miserabili", donne e bambini compresi, stazionano al largo delle coste maltesi, in precarie condizioni di salute, di cibo, di freddo. Se poi non fosse sufficiente a rendere giustizia e a chiarire come stanno le cose si potrebbe anche aggiungere: Vergogna italiana, lo scandalo del post terremoto in Centro Italia, le promesse mancate e la ricostruzione che non c'è, mai cominciata. L'Italia cambia, nel senso che di giorno in giorno peggiora. Cieca davanti alla tragedia provocata da cause naturali e innaturali, finge di non vedere. Si nasconde silenziosa. Ignora, dando vita all'ennesimo bluff. Storie di clamorose promesse non mantenute. Promesse mancate, la ricostruzione è in pieno caos. Il novantadue per cento delle materie prodotte dalle scosse sismiche è tuttora nelle strade. Ammonticchiate e abbandonate, dimenticate dagli uomini che dovrebbero provvedere a farle rimuovere e a ricostruire. Il terremoto ha colpito duro; centotrenta i comuni nella zona investita, sconvolta, distrutta. Il cratere ha messo in ginocchio oltre un milione e duecentomila residenti, tra Marche, Abruzzo, Umbria e Alto Lazio. Le macerie ancora da rimuovere assommano a due milioni e cento tonnellate. Una vergogna nazionale che dovrebbe provocare rossori e mortificazione nei politici che si sono avvicendati nelle zone del terremoto i giorni successivi alla terribile devastante dimostrazione fornita dalle scosse a ripetizione. Parole, solo parole, e promesse, tante, tantissime. Uno squallido bluff non solo bipartisan... "Non vi lasceremo soli, non dimenticheremo", la promessa in coro; invece i fatti ci dicono che tanti si sono dimenticati. La drammaticità della situazione dimostra che non hanno fatto nulla. Anche a dispetto del fiume di soldi arrivati da quelle parti. La ricostruzione come un'immensa utopia. Il cosiddetto e contestato "modello Bertolaso" è oggetto di forti rimpianti. In nome della rapidità aggirava i controlli e calpestava le regole. Urgenza somma per qualsiasi cosa, le deroghe, le ordinanze di Protezione civile firmate direttamente dal presidente del Consiglio, i Grandi Eventi. Da quel modello, l'Italia è sprofondata nel "modello burocrazia". La carta bollata, il cavillo, l'indecisione e lo spavento di chi negli enti pubblici pretende dieci autorizzazioni per puntellare un muro. I conti, carissimo dottor Conte, non tornano, proprio no. Mandi pure il suo aereo a salvare parte dei 49 "miserabili" dimenticati a Malta da un'Europa chiacchierona e faccendiera, ma si ricordi pure del freddo bestiale che la nostra gente deve subire nelle Marche, e ovunque ci si misuri con luoghi terremotati, perché qualcuno si è dimenticato di loro. Gli uomini, se veri e di parola, sono tenuti a onorare le promesse. Sì, perché l'accoglienza di 49 poveracci sarebbe in sé cosa risibile, se non ci fosse di mezzo la prossima gara delle urne europee. I politici di ogni colore e di ogni latitudine lo sanno benissimo: chi accoglie i migranti perde voti e consensi. Il consenso elettorale è il vero "vitello d'oro" del nuovo corso della politica. Al consenso elettorale si sacrifica tutto: valori e principi, eticità della politica e cultura civica, L'idolatria del consenso elettorale non è la sola cosa ignobile e sconcia del nuovo corso della politica (interna e internazionale). Mettiamoci anche la "social-democrazia": cioè la politica fatta sui social network. Ormai tutto passa attraverso Facebook e Twitter. Parlamento e Consiglio dei Ministri (cioè i luoghi istituzionali della politica) sembrano ridursi a stucchevoli e polverosi cerimoniali, perché oggi la politica la si fa sui social. Dicono che il tempo sarà galantuomo, e presto la realtà si prenderà la rivincita sugli slogan. Purché però per i dimenticati di cui l'Italia è zeppa, non si arrivi troppo tardi. Anche Erode e Pilato divennero complici, quando intuirono che conveniva a entrambi vendere la pelle di un Poveraccio.

Ermanno Caccia

Diocesi di Carpi

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